La storia di Ruth Handler, fondatrice di Mattel® e colei che inventò l’iconica Barbie

Ruth Handler fondò la Mattel e inventò l’iconica Barbie

Le idee imprenditoriali che hanno fatto la storia

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a cura di Manuel Pugliese

Gli imprenditori sono persone che rischiano personalmente senza la sicurezza di riuscire nella loro impresa. Ma senza gli imprenditori e le loro intuizioni non avremmo compiuto tanti passi in avanti nelle innovazioni e nel progresso tecnico, economico e sociale. Quindi quando tu, industriale, artigiano o commerciante, ti senti da solo con i tuoi pensieri e le tue ansie, pensa a imprenditori iconici che hanno vissuto tutto questo prima di te e che da loro hai sempre qualcosa da imparare.

Ruth Handler ha fondato la Mattel nel 1945 e ha creato la bambola Barbie nel 1959. Questa imprenditrice è stata una delle prime donne a entrare con una propria società nella lista delle migliori 500 aziende stilata ogni anno da Fortune. Ruth, nel 1970, ha scoperto di avere un cancro ed è morta nel 2002. Questa, in estrema sintesi, la vita di una business woman di talento e di grande coraggio per i suoi tempi.

Ruth Marianna Moskowicz (questo è il suo nome completo), sposata Handler, decima figlia di ebrei polacchi che si erano trasferiti in America nei primi del Novecento, nacque il 4 novembre del 1916. Il padre Jacob era un fabbro e aveva lasciato la Polonia per evitare il servizio militare nell’esercito russo. Ruth trascorse la sua infanzia in Colorado dove lavorò, giovanissima, nella drogheria di famiglia. Dimostrò subito che preferiva stare in negozio piuttosto che andare a scuola oppure giocare.
Sposò il suo fidanzato del liceo, Isidore Elliot Handlerdetto Izzy. Con lui si trasferì a Los Angeles nel 1938 e lavorò come segretaria per la Paramount Studios. Ma è con il marito che Ruth cominciò le sue prime iniziative imprenditoriali. Insieme fondarono la Elzac (nome che deriva dalla fusione di “Elliot” e “Zachary”, il terzo socio finanziatore): l’azienda produceva fermalibri e candelabri. Poi anche articoli da regalo e bigiotteria, E’ lei – che aveva in mano il lato promozionale dell’azienda – a strappare un contratto con la Douglas Airways, per la produzione di una linea di modellini di aeroplani che sarebbero, poi, stati donati ai viaggiatori. Un’idea che valse a Ruth ed Elliot due milioni di dollari. Una fortuna.


Lasciata l’azienda a Zachary, la coppia fondò la «Mattel», stavolta in società con Harold “Matt” Matson (Mattel è una combinazione del nome del socio “Matt” con quello di “Elliot”). L’azienda dapprima commerciò in cornici e mobili, e con il legno avanzato produsse anche mobili per le case delle bambole. Un business che rendeva molto di più delle cornici.

E’ così che la Mattel entrò nel mondo dei giocattoli.

A Elliot toccava la produzione, mentre la moglie partoriva le grandi idee e si occupava dei diritti e della pubblicità. La vera svolta arrivò quando Ruth, osservando la figlia, ormai teenager, giocare con le bambole di pezza, notò che aveva cambiato il suo modo di giocare: con le bambole inventava e metteva in scena storie da persona “grande”. Dopo un viaggio in Germania e aver visto in un pub una bambola giocattolo per adulti (la Bild Lilli di plastica, gambe lunghe, alta 29,5 cm, seni alti, una figura non certo pensata per i bambini), Ruth, grazie a una vera e propria intuizione (e gran fiuto per gli affari) elaborò un giocattolo mai visto prima: una bambola adulta, con il seno, bionda, vita sottile, forme procaci e disegnata per stare sui tacchi. Era il 9 marzo del 1959, nasceva la Barbie, la bambola più famosa del mondo e della storia. Iconica.

Tutte le bambine dell’epoca, nelle lettere a Babbo Natale del 1960, chiedevano la “Barbie doll”. Soltanto nel primo anno, la Mattel riuscì a vendere 350mila bambole Barbie al prezzo di 3 dollari l’una: un successo clamoroso. Grazie a questa brillante idea, la Mattel si impose come leader del settore. Poi vennero lanciati il guardaroba e gli accessori, venduti separatamente, e anche il compagno di Barbie: Ken (nome del secondogenito della Handler). Il 1964 è l’anno in cui Barbie approdò in Italia. Nel 1968 Barbie iniziò a parlare pronunciando tre frasi diverse.
Le vite di Ruth ed Elliot Handler proseguivano tranquille, gli affari andavano a gonfie vele, fino a quando non vennero raggiunte da scandali finanziari. Siamo negli anni Settanta: diverse indagini portarono alla luce un sistema di frodi contabili che obbligò i due coniugi e fondatori a lasciare la Mattel.

Nel 1970 fu diagnosticato a Ruth un cancro alla mammella e dovette subire una mastectomia radicale. Continuò, però, a lavorare e questa sventura non riuscì ad abbatterla.
Infatti, insieme a Peyton Massey, un artigiano, elaborò una linea di seni artificiali, modellati con sapone e silicone. Il prodotto si chiamò “Nearly me” (“Quasi me”) e fondò un’apposita società, la Ruthton. «Non lo faccio per i soldi, ma per ricostruire una mia autostima, e quella degli altri» disse. Si spense per un tumore al colon il 27 aprile del 2002, all’età di 85 anni.
Chissà cosa inventerebbe oggi ancora Ruth che, “da bambina, non amava giocare con le bambole”, racconta il Daily Telegraph.

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