The conversation. Mara Gualina, titolare di Mara Gualina Srl

Voglio fare l’imprenditrice

Ha avviato da poco la produzione di borse griffate MABAG®

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp

Giovane, piena di idee, ambiziosa e determinata… se potesse indosserebbe un tacco 12 anche per fare jogging. Consapevole che il mondo non stia rinchiuso nelle certezze del tinello di casa e che i sogni vadano inseguiti con tenacia. Mara Gualina, 25enne imprenditrice cremasca, ha da poco fondato la Mara Gualina S.r.l. – un’azienda che produce le borse griffate MABAG® – e ha deciso di raccontare la sua storia a Wip.

Chi è Mara Gualina?

«Attualmente vivo a Milano anche se ho la sede operativa a Chiari, vicino a Orzinuovi, dove ho vissuto per molti anni, ma viaggio spesso. I miei studi spaziano dalla grafica pubblicitaria alla fotografia, dal giornalismo al marketing fino alla moda essendomi laureata a pieni voti allo IED di Milano come Fashion Designer nel 2019. Ho lavorato per 5 anni in ambito food affiancando il mio compagno dell’epoca per far crescere il suo ristorante. Poi abbiamo deciso di chiudere la nostra relazione l’anno scorso, ed eccomi qui a dedicare del tempo unicamente a me, con tutta la voglia di concretizzare il mio sogno più grande: le MABAG®». 

Hobby, svago, passioni: cosa ti piace fare nel tempo libero?

«Cerco di dedicare il mio tempo libero alle persone a cui voglio bene. Ho praticato molti sport nella mia vita ma, senza dubbio, la danza classica, l’equitazione e la pole dance sono quelli che mi hanno rubato il cuore. Oggi mi alleno con perseveranza per 20 minuti ogni mattina a corpo libero, perché le priorità sono divenute altre e il tempo non è mai abbastanza. Adoro i musei: sono il mio punto di ritrovo e di pace. Non sopporto non aver niente da fare e le mie giornate sono scandite da un Google Calendar che mi aiuta a rispettare gli impegni».

Come ti definiresti?

«Stakanovista, perseverante, seria, gentile, entusiasta. Ma attenzione a non farmi perdere la pazienza. Sono cancro ascendente scorpione; sono sensibile, ma posso diventare molto vendicativa (ride). Il mio Mac rappresenta da molti anni un’estensione del mio corpo; all’aperitivo siamo sempre in due».

Sei molto attiva su Instagram: quanto è importante per il tuo lavoro un corretto e costante utilizzo dei social nerwork? E qual è il tuo rapporto con i tuoi followers e con eventuali haters?
«Da ragazzina mi sarebbe piaciuto fare l’influencer, poi ho conosciuto i meccanismi necessari per fare strada in questo mondo e ho perso l’interesse. Il costante utilizzo dei social è importante: trovo giusto far conoscere alle persone che cosa ti porta a disegnare un modello, dire che esistono le giornate no, le difficoltà, i successi e gli insuccessi. Credo sia sbagliato mostrarsi sempre perfetti, anche le macchine progettate per esserlo a volte hanno dei difetti di fabbrica. Dobbiamo accettarci in ogni nostra sfumatura. Se ci viene da piangere facciamolo, è liberatorio e non c’è nulla di cui vergognarsi nel chiedere un consiglio o un abbraccio.

Con i miei followers ho un rapporto molto disponibile, rispondo sempre a tutti. Agli haters ribatto con la stessa frase con cui ho incoraggiato spesso i miei clienti: “Quando si ha personalità e si dice sempre la propria non si può stare simpatici a tutti”. C’è chi farà meglio di noi e chi rimarrà a casa sul divano a giudicarci. Ma la questione è: “Sei felice? Sì!” allora ignora e vai avanti».

Quando hai deciso che avresti intrapreso questa professione? 

«Quando la storia con quello che credevo fosse l’amore della mia vita è finita, per me è iniziato un periodo davvero molto difficile. Eravamo fidanzati da molti anni e avremmo dovuto sposarci. Di punto in bianco mi sono trovata cucita addosso una vita che non era la mia. Lavoravo 15 ore al giorno in smart working in un settore che non mi apparteneva ed ero letteralmente esaurita. Così lasciai ogni progetto in stand-by e mi presi del tempo. Oggi – ma c’è voluta tanta pazienza – mi sono ricordata cos’è la leggerezza di fare quello che mi piace, di che cosa significa progettaretutto nei minimi dettagli e vedere una propria creazione indossata da molte persone in tutto il mondo». 

Chi sono i tuoi modelli di riferimento?

«Ho una memoria fotografica molto sviluppata e per chi disegna è un’arma a doppio taglio. Tendo a non guardare gli altri designer mentre progetto. Prima creo il disegno/prototipo e poi indago sulla possibile esistenza di somiglianza con altre case di moda. Mi è successo di scartarne alcuni perché somiglianti alle Icon dei più grandi brand e io vorrei mantenere la mia identità. Ci sono già troppe case di moda che si ispirano, copiano e vendono il lavoro di altri. Io vorrei essere migliore di così». 

Come definiresti il tuo stile? 

«Eccentrico, ma elegante».

Perché la scelta di puntare sulle borse?
«La borsa è quel dettaglio che in un outfit fa la differenza. Volevo creare un modello che non rispecchiasse alcun canone di maison esistente. Ho dedicato a questo progetto quasi ogni notte dell’ultimo anno. Sono soddisfatta del risultato e non cambierei una virgola, anche se la strada è ancora lunga e tutta in salita». 

Mondo MABAG®: dall’ideazione al prodotto finito, parlacene dalla A alla Z.

«Le MABAG® nascono su una piccola isola in Sardegna, chiamata La Maddalena, durante l’estate 2021. Camminando per le vie del paese, vidi un uomo anziano ricamare delle pochette su tessuti semplici, nulla di estremamente ricercato, ma personalizzabile attraverso le frasi ricamate. Immediatamente provai una certa nostalgia per il mondo della moda. Mi sentivo un po’ spaesata così lontana da casa e dai miei affetti. Iniziai a domandarmi che cosa stavo facendo, se ero davvero felice o semplicemente mi stavo accontentando di aver scelto la strada più facile.

Tornata a casa, decisi di riprendere in mano il progetto della tesi di laurea e iniziai a creare e vendere piccole pochette, realizzate recuperando tutti gli avanzi dei tessuti e dei pellami raccolti in tre anni di università. L’idea delle pochette ha sin da subito riscosso un certo successo, così decisi di proporre altri modelli più complessi».

Mai pensato di smettere da subito?

«In più di un’occasione ho pensato di arrendermi, stanca delle confezioni uscite male e delle tante richieste che non riuscivo ad accontentare, ma ho tenuto duro e i risultati mi stanno dando ragione. Ad oggi ho creato 5 modelli, di cui un portacarte. La confezione è molto dispendiosa, quindi attualmente ci stiamo focalizzando su quelli più richiesti che saranno acquistabili direttamente dal mio profilo Instagram @maragualina ed entro fine giugno anche sul sito ufficiale. studiato con i miei amici Giusy e Martin di Fermento Studio di Milano Sono molto emozionata!»

Che cosa significa il tuo logo MABAG®?

«Preferisco mantenere un alone di mistero: mi piace lasciare libera la fantasia, permettere alle persone di vederci un po’ quello che vogliono e sentirsi rappresentati a seconda del significato che preferiscono attribuire». 

In concreto spiegaci le tue borse.

«I materiali che le compongono sono, spesso, recuperati da vecchi lotti invenduti e disponibili presso concerie di fiducia. Le galvaniche (componenti in metallo) sono studiate su misura per ogni modello. Per la realizzazione della zama utilizzo esclusivamente l’ottone: questa particolarità alza la qualità del prodotto e, di conseguenza, anche i costi di produzione.

L’etichetta è dotata di una tecnologia NFC che consente, passando semplicemente davanti al telefono, di autentificare la borsa come originale. In sintesi, cliccando sulla notifica che appare sullo smartphone a contatto con l’etichetta si viene reindirizzati a una pagina dove viene mostrata una spunta verde come conferma dell’autenticità e successivamente si viene indirizzati al sito. In questo modo la MABAG® può essere copiata, ma i falsi sono facilmente individuabili. Inoltre, con questo sistema viene bypassato il passaggio della spedizione in maison per la verifica sull’autenticità».

Spiegaci, passo dopo passo, come si arriva alla creazione di un’attività come la Mara Gualina Srl.
«Fatica, sacrificio e perseveranza. Per la qualità che volevo garantire alle mie borse, ero consapevole che con le mie sole forze economiche non ce l’avrei fatta. Inoltre, in questo particolare momento storico, senza solide garanzie anche le banche sono restie a concedere finanziamenti a giovani intenzionati ad avviare un’impresa. Così, spesso e volentieri, i propri sogni rimangono tristemente chiusi in un cassetto.

Dopo qualche mese dall’ideazione del progetto MABAG®, conobbi due possibili soci, ma proprio quando sembrava avessimo trovato un accordo decisero di tirarsi indietro. Ci rimasi molto male, ma decisi di non darmi per vinta. Ricominciai da capo e tornai a investire tutto quello che guadagnavo con la mia attività di marketing nel progetto MABAG®. Passato qualche tempo, conobbi altri soci, ma anche questa volta le cose non andarono come speravo. Tuttavia, in certe occasioni, le difficoltà fanno crescere. Attualmente ho trovato due soci fantastici, con cui ho fondato la società Mara Gualina S.R.L. Ringrazio loro, i miei fornitori, i collaboratori e le aziende che hanno deciso di credere in me nonostante sia solo una giovane ragazza di 25 anni che ce la sta mettendo tutta per realizzare il suo sogno».

Quali sono state le persone che più ti hanno sostenuta in questa avventura?
«La mia famiglia, in particolar modo mio padre, titolare della Tipografica2000, una tipografia storica con sede a San Paolo, in provincia di Brescia. Lui mi ha insegnato che cosa significa impegnarsi e credere nella propria azienda. Impossibile non citare una mia cara collaboratrice, Alessia Mauceri che, oltre ad essere una delle mie migliori amiche, mi sopporta e mi supporta da tantissimi anni. Un grazie anche ai miei cari amici (digitali e non) e sicuramente al mio compagno che mi sprona ogni giorno a essere una persona migliore. Ma soprattutto devo dire grazie ai miei due soci, Giorgio e Giovanni, per aver creduto in me sin dall’inizio di questa fantastica avventura».

Progetti per il futuro?

«Vendere le MABAG® in ogni parte del mondo, ma soprattutto essere felice».

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp

Iscriviti alla nostra newsletter!

Iscriviti alla newsletter