L’editoriale del Direttore Sergio Cuti

Berlusconi, il “Testadura” della favola di Rodari

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N.06 Luglio 2023

Parlando di Silvio Berlusconi, mi viene in mente il personaggio de «La strada che non andava in nessun posto» di Gianni Rodari: Martino “Testadura”. Sconsigliato dagli abitanti del villaggio di incamminarsi su un tragitto lungo il quale, gli ripetono, “c’è niente da vedere…”, Martino testardamente (“Non potete saperlo, se non ci siete stati mai” rispondeva), lo percorse trovando alla fine un castello con ogni ben di dio. La morale? «Certi tesori esistono solo per chi batte per primo una strada nuova» ha scritto Rodari alla fine della fiaba.

Il Berlusconi che ci piace ricordare in questa pagina è il self-made man degli inizi, il Martino “Testadura” che si apre strade nuove, mai arrendendosi al famoso e letale detto: «Si è sempre fatto così», con il sottinteso incorporato: dunque non c’è alcun motivo per cambiare né abbiamo alcuna intenzione di farlo. Lui, invece, è stato un visionario: capace di sognare, di credere nei propri sogni e di realizzarli.

E’ nato in una zona della Milano popolare: “cà de ringhera” con ballatoi affacciati sui cortili, botteghe artigiane, meccanici, fabbri, tappezzieri, rigattieri. Padre impiegato di banca, mamma segretaria alla Pirelli, poi casalinga alla nascita dei tre figli. Subito dopo la guerra e le bombe, ecco la Milano che riparte tra la nebbia, le valigie di cartone, il fumo delle ciminiere. Il lavoro è sempre stato uno dei mantra berlusconiani.

Fin da ragazzo, infatti, i soldi se li è procurati lavorando: sfollato con la famiglia a Oltrona di San Mamette, vendeva i compiti ai compagni di classe. E finito il liceo, se ne è infischiato se il padre non gli passava più la mancia settimanale: lui se li guadagnava cantando le canzoni francesi alle feste studentesche.

I detrattori lo hanno descritto come il sempliciotto milanese del “ghe pensi mi”, tutto barzellette e drive-in. Invece all’università ha infilato un 30 dopo l’altro, e si è laureato in Legge con 110 e lode alla Statale di Milano. Durante l’università e dopo la laurea, ha fatto 20 mestieri diversi: contadino, cameriere, venditore di libri e di elettrodomestici, correttore di bozze al “Corriere della Sera”. Finché, grazie al padre che gli ha prestato i soldi della sua liquidazione, 30 milioni di lire nel 1961, a 25 anni ha creato un complesso di quattro palazzine. Poi costruirà altri condomini e due città. La sua TeleMilano 58 è partita con otto redattori più tecnici e cameramen: 40 persone in tutto. Oggi Mediaset conta 5mila dipendenti.

Berlusconi appartiene a quella schiera di imprenditori che sono stati protagonisti dell’Italia della crescita economica, che investendo il loro capitale hanno generato lavoro, ricchezza, imposte, ma anche ottimismo e fiducia nel futuro.

A differenza di tanti politici, Berlusconi, infatti, ha sempre scommesso sull’Italia, sul “made in Italy” e sugli italiani. E non ha mai smesso di ripetere: «L’Italia è il Paese che amo».

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